La situazione attuale delle Marche:
Le Marche sanno cogliere le opportunità, sono aperte alle sfide internazionali (regione con il più alto indice di crescita delle imprese operanti all’estero, secondo l’Ice), ma scontano “ritardi infrastrutturali (reti stradali e informatiche), bassa spesa di formazione tecnologica per addetto (581 euro nel 2003 – dati Istat – contro una media nazionale di 880 euro, terz’ultimo posto in Italia) e scarsa presenza di laureati tecnici sul totale della popolazione residente (penultime in Italia)”.
Bisogna recuperare questi ritardi e la Regione sta investendo molto nella diffusione delle
tecnologie di informazione e comunicazione.
“Attraverso il Piano di azione regionale per la società dell’informazione e della conoscenza – ha detto il presidente della Regione Spacca - affrontiamo i nodi dello sviluppo locale.
Siamo impegnati nella diffusione dell’e-government (pubblica amministrazione elettronica), nel campo della nuova economia (new economy), nella formazione informatica della popolazione, nel potenziamento delle infrastrutture tecnologiche”.
Diventa fondamentale – secondo lo studio commissionato dalla Regione – “diffondere la
conoscenza e investire nelle tecnologie innovative”, soprattutto nella Pubblica
Amministrazione che deve essere pronta alle nuove sfide che derivano dai processi di
modernizzazione della propria organizzazione.
(Fonte: “Diffusione dell’informatizzazione nelle imprese marchigiane” Marche News – n. 2, agenzia della giunta regionale, 24 gennaio 2005).
Nell’Italia centrale le Marche si collocano al 12° posto confrontando il numero dei city net e delle reti civiche rispetto al numero dei comuni esistenti, ma le pubbliche amministrazioni hanno ancora molte difficoltà nell’adottare modalità di comunicazione elettronica con i cittadini.
Nella pubblicazione del rating della classifica dei siti analizzati, la Regione Marche si colloca al decimo posto, con un indice sintetico di 46 e con i seguenti valori suddivisi per indice:
(Fonte: “Le città digitali in Italia” Indagine Rur, Assinform e Censis sulle reti civiche e i servizi telematici locali, Rapporto 2000).
Lo sviluppo futuro delle reti civiche e dei servizi telematici territoriali è legato alla integrazione dei servizi e alla costruzione di relazioni interorganizzative fra le diverse istituzioni pubbliche e amministrative.
E’ questa la sfida per le pubbliche amministrazioni.
L’obiettivo delle reti civiche è quello di costruire una città telematica in cui avviare un confronto dei cittadini con le istituzioni, i partiti e le associazioni.